La giornata inizia nell’attesa della finale di coppa del mondo di rugby, e già dal fischio ciao2iniziale qualche sentore che i galletti vogliano ripetere lo sgambetto ai tutti neri c’è. La partita sembra comunque dominata dai neozelandesi che pur sbagliando un po’ di calci, vanno a meta prorpio con il reparto meno atteso, la mischia e in particolar modo in touche:  giocata  lo schieramento si apre e il saltatore porge la palla al pilone che entra tra il primo e il secondo blocco per schiacciare comodamente a meta tra il tripudio generale. I francesi continua il loro gioco, fatto di touche perfette, mischie a volte che disfano la prima linea NZ e vanno a meta con il “negretto”  DISATUAR (non so come si scrive) inappuntabile, preciso, forte, capace come sempre: un ottimo elemento veramente. LA partita termina comunque su questo punteggio con il rammarico di aver visto uscire gente del calibro di Cruden (ginocchio), Parra (visto e zigomi devastati), ma al solito i rincalzi sembrano meglio dei titolari. Un elogio particolare al capitano NZ McCow altro esempio  di atleta da tenere a mente e portare come esempio di coraggio, stoicità, lealtà e bravura: nulla vale che forse in questo mondiale era u npo sotto tone rispetto ciò che conosciamo di lui.  Appena dopo la cerimonia finale, una notizia ha però rovinato la festa: in  Malesia termina la sua breve vita Simoncelli pilota italiano della Honda   cadendo in pista in una gara di MotoGP. Di lui si ricorderà a lungo la bravura, la sua mancata futura investitura di successore di Valentino, ma soprattutto la sua simpatia che a volte sfociava quasi in il fastidio per quella voce stridula che urlava in ogni secondo la sua giovane voglia di vivere e la sua travolgente simpatia.

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