CSC 1915
Abbiamo iniziato una strana settimana, consci che le emozioni di domenica 27 Febbraio 2011   saranno difficili da metabolizzare. Aver assistito all'esordio di Simone con la maglia nazionale della sua categoria provoca in me un'emozione intensa, fatta dei momenti e dei  frammenti d'immagine che sono trascorsi in una giornata indimenticabile. Assistere a bordo campo al rito degli inni è stato addirittura commovente, e sentendo il video ci si accorge non che sono stonato, ma che l'emozione mi bagnava di lacrime la gola. Questa un'esperienza che a me è mancata tanti, troppi anni fa, e che finalmente Simone è riuscita a fare sua dopo  attese e incerte aspettative. Della gioia fa anche parte la batosta subita, ma solo i più intelligenti ne hanno colto il significato: umiltà. I ragazzi   abituati in Italia a vincere senza mezze misure su tutto e tutti, adesso sono stati ridimensionati non tanto dai loro colleghi inglesi quanto dal loro modo di vestire questo sport, il rugby con cui noi facciamo fatica e sforzi disumani mentre per loro è gioco, disciplina, comportamento. I dettagli vengono da soli: molti degli england boys sono alle soglie del professionismo, curati  e coccolati nei migliori college oltremanica, con vestiti di rappresentanza che io non ho potuto sfoggiare nemmeno in occasione delle  nozze. Questi sono dettagli, a noi manca la concezione atletica dello sport rugbystico: si corre, si corre e per 80 - 85 minuti si corre: noi resistiamo 20-30minuti poi crolliamo e inanelliamo   errori  che normalmente in allenamento non riproduciamo mai. Forse servirebbero allenamenti congiunti con i fenomeni oltremanica proprio per poter capire come fanno loro ad eccellere, e credo non sia un problema solo delle under visto i risultati

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