Il quartiere/paesello dove vivo da ormai tanto tempo, Morena ha vissuto in questi giorni una notoriet‡ che sicuramnete nessuno voleva conoscere. La scuola dove tutti i ragazzi residenti sono passati e passeranno per le scuole primarie, ha perso due bimbe, due ragazze che non meritavano questa notoriet‡ e questa fine. A seguito di una gita nell'isola di Ventotene una tragedia colpisce una scolaresca impreparata a affrontare un'emergenza di sopravvivenza come quella vissuta da ragazzi e professori: dalle cronache si legge di ragazzi fatti entare in acqua per fuggire alla frana della montagna, e di professori che scavano con le mani piene di disperazione alla ricerca di corpi che non vedranno pi˘ vita. La disperazione Ë tragedia, cosÏ lontani questi ragazzi sono da tutto tenendo conto che logisticamente sono sempre su un isola con i problemi di collegamento che questa comporta. Il seguito Ë solo cronaca, fatta di interviste a ragazzi e genitori che partecipano al dolore di tutti, in primis a quello dei genitori. Colpisce la lucidit‡ immediata del papa della vittima, che accusa come non sia possibile morire per la mancanza di una rete. Non voglio prendere le difese di alcuno, ma in quest'epoca di sfascio e risprmio sulla spesa pubblica, penso sar‡ sempre piu difficile prevedere con interventi tragedie del genere. Forse comincio a credere al gioco del destino che a volte rilancia il buio su un piatto fatto di morte...vincendo purtroppo. Il mio timore Ë cominciare a credere nel destino...visto che non si pi˘ quanti secoli fa i MAYA prevedevano per il 2012 la fine del mondo: cosa fare?

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