Dopo il 5 Aprile 2009 non ero più tornato a L'Aquila vivendo il dramma tellurico da lontano con i racconti dei media e di amici. Oggi camminare per le vie a ridosso del Duomo mi ha provocato una forte commozione, mai paragonabile a quello di un amico che in quei giorni, mi raccontava il dramma vissuto per essersi ritrovato in pochi secondi con il nulla: nelle sue lacrime capisco solamente adesso il dramma di un uomo che in solo istante perde affetti e casa. Adesso le macerie, pettinate in qualche modo, gli alpini che presidiano le vie, i "ruderi" a cielo aperto stanno a significare che la vita è ripresa,  si  ma come? La città è inesistente, ricoperta da ponteggi e travature ovunque, cani che una volta godevano anche loro di diritti e benessere adesso sono sporchi e stanchi alla ricerca di un pò di sole. Intere palazzine sono diroccate con pareti esplose e in qualche caso il letto da rifare da ormai due anni...

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