E’ un po’ che manco dagli schermi e mi ci accingo oggi, nella prima settimana di ripresa lavorativa dopo un agosto passato a “bighellonare”. Ho preso l’occasione dell’esperienza di Simone a Bilbao per accompagnarlo in questa citta basca. Si parte, si fa tappa d’obbligo a SanRemo e poi si prosegue per la città di Grasse in Francia: tentiamo inutilmente un parcheggio per il bestione a 6 ruote ma l’intento non riesce, ripieghiamo allora più a nord per visitare le Gole del Vermont. La strada, lunga e tortuosa, costeggia il fiume Vermont: una strada di montagna larga forse 2,5 metri piena di tornanti a picco sul canyon creato dal fiume stesso. Lo spettacolo è meraviglioso e la fatica della strada fa sì che la soddisfazione della visone è ancora più alta. Alla fine accediamo al lago della Croix, splendido dall’alto con una miriade di persone che partono da qua in canoa per risalire il fiume verso le sue gole. Dormiamo la prima notte francese a ridosso del lago e l’indomani mattina decidiamo il proseguimento per Bordeaux con l’intenzione velata di fare tappa prima a Toulose. Appena usciamo dal paesino Castellane ci dirigiamo verso l’autostrada e essendo il 14 Agosto ci incanaliamo nel traffico del caso! Non contenti mentre procediamo in fila una neopatentata pensa bene di tamponarci distruggendo quello che era il nostro paraurti…lo riparo, ci scambiamo le generalità e ripartiamo. Passando da Toulose pensiamo di non fermarci decisi ad andare a trovare il mare della costa oceanica francese. Arriviamo a Bordeaux verso le dieci di sera e ci accorgiamo di essere in camper dal mattino tolte le pause fotografiche e quelle di mantenimento, oltre chiaramente l’incidente che ci ha portato via un paio d’ore sotto il sole. L’indomani mattina visitiamo Bordeaux: nell’inverno ero già venuto in areo in questa città e dall’alto avevo avuto l’impressione che fosse una gran bella città, ora ne avevo la certezza. La sera rientriamo in camper, e consumiamo la cena di Ferragosto con notevole allegria. Ripartiamo alla volta dell’oceano arrivando nella cittadina di CapFerret dove molti anni prima avevamo trovato sistemazione in un gran bel campeggio. Bene la zona è stata, e lo è tuttora, mira di una speculazione edilizia che ha cancellato molti posti già visti, in primis il bel campeggio. Ci fermiamo vicino a un campo sportivo, scoprendo dopo una scalata di dune di sabbia un posto magnifico, bello e inimmaginabile. Iniziano i bagni finalmente con le onde che ci strapazzano non poco. La sera ci spostiamo in parcheggio occupato da camper in mezzo al bosco. In serata altra visione di una costa meravigliosa…sempre dopo aver scalato dune giganti! Proseguiamo per Biscarosse, e ritroviamo il posto come negli anni precedenti, un posto camper immerso in una foresta con accesso al mare semplice finalmente. La spiaggia è immensa, e le numerose persone che la vivono non riescono a riempirla tutta. Assistiamo a gruppi di bambini che frequentano una scuola di surf accingendosi al mare portando le tavole in due: le stesse sono grandi il doppio dei bambini che felici si apprestano a carpire i primi rudimenti per cavalcare il mare. Qui il surf è sport nazionale, tutto e tutti sono organizzati per lo sport: a mare gli intrusi sembrano i bagnanti “semplici”. Si prosegue per Biarritz città basca del sud francese. Ci accomodiamo nell’area sosta e ancora a mare per divertirsi nelle onde. La riscoperta della città adagiata sul mare è emozionante, le persone escono di casa, scendono dall’autobus, vanno in motorino rigorosamente con la tavola sotto il braccio. La sera di Domenica andiamo in un pub per assistere all’incontro di rugby Francia Inghilterra, dove mescolati a francesi e inglesi ci godiamo una birra e la vittoria francese. Decidiamo di visitare a sud la cittadina di JeanLuz ma come Grasse è inattaccabile dai camper e quindi dopo vari giri decidiamo di varcare il confine spagnolo. Lo facciamo e arriviamo a San Sebastian (Donostia in basco). Altra camminata da vesciche ai piedi in riva la mare, visitiamo la parte vecchia e decidiamo di avvicinarci a Bilbao. Qui troviamo un campeggio che pur essendo a una quindicina di Km dalla città è perfettamente collegata da bus e metro. L’indomani sfruttiamo i mezzi pubblici e facciamo visita alla città, andando all’indirizzo della casa che dovrà oospitare Simone. La visita tra lungo fiume, città vecchia, città nuova, stazione, università è lunga ma ci dà l’impressione che non sia esageratamente grande come ci era parsa sulla cartina. Lasciamo il campeggio, e andiamo in un’area sosta che si trova su un monte davanti la città: arrivandoci godiamo di un panorama fantastico e in serata i fuochi d’artificio lo coloreranno a dovere. In città è festa patronale, in più gioca l’Atletico Bilbao: noi pensiamo bene di fare il trasloco della roba di Simone in questo caos, ma non potevamo prevederlo. Giro per la città in cerca di un buco dove lasciare il camper mentre Catia e Simone fanno avanti e indietro per portare il tutto in casa cercando di rendere la stessa quanto meno abitabile, riuscendoci fortunatamente. Siamo arrivati all’ultima sera in terra basca, il magone sale e Simone ci rende felici venendo da noi nell’area sosta per passare quella che lui ama chiamare “l’ultima cena”. La consumiamo rallegrati dai fuochi artificiali in città (oltre alla festa patronale, si svolge in città un festival internazionale di fuochi d’artificio) dopo una mano a tresette e rivincita a scala andiamo tutti a dormire. Alla sveglia chiudiamo tutto, e andiamo a cercare un bar dove fare colazione: la facciamo con un cappuccino guarnito con cannella che con tutta la buona volontà non è proprio il cappuccino che conosciamo a Morena!! Dopo la colazione le lacrime sono pronte per salutare la permanenza di Simone in terra basca e il nostro mesto ritorno a casa. Strada facendo poche parole, tanta troppa malinconia, ci porta a fermarci a Toulose per spezzare i 1700Km che ci separano da casa. L’indomani visitiamo la città scoprendo ancora un a volta una città molto bella che si snoda sempre sul Garonne. Rimaniamo affascinati dalla loro metropolitana che è senza conducente e nei primi posti in cima al convoglio ci si può sedere e vedere il treno che sfreccia in galleria a notevole velocità per arrivare alle fermate che hanno le porte chiuse attivate all’apertura dalla presenza del treno. Dopo Toulose ritorniamo verso l’Italia e ci rifermiamo a SanRemo dove finalmente ritrovo il coraggio di andare sugli scogli…per me un gran bel risultato! Altra e ultima tappa al Chiarone dove speriamo di ritrovare qualche persona conosciuta. Ci delude il posto e non troviamo persone conosciute; il mare ci accoglie con la sua dolcezza e il suo tepore. Finalmente a casa nel primo pomeriggio, si può riiniziare un altro inverno: i ricordi e le esperienze fanno ormai parte di un bagaglio che difficilmente riusciremo a disfare

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