Siamo in procinto di affrontare il refendum inerente le riforme istituzionali alla costituzione italiana. I quesiti proposti sono per me di difficile comprensione nonostante mi sia documentato: qui nasce la mia prima domanda. Il refendum è nato proprio come strumento popolare per abrogare o lasciare invariate leggi che regolano il comportamento del cittadino: per quale motivo mi devo documentare per dei quesiti posti da chissà chi? Se fosse un quesito primario lo vivrei come mia esigenza e quindi saprei perfettamente di cosa si sta parlando.

Negli ultimi tempi i refendum sono stati stravolti dalla loro natura per essere manipolati da governanti che per i loro giochi politici interpretano a loro piacimento leggi facendo leva sul voto popolare. Ora il mio lavoro permette ai politici di lavorare e fare il loro lavoro che è chiaramente distante e molto differente dal mio. Come posso io stabilire una riforma, anche se parziale, alla costituzione? Questo è il lavoro per il quale io ho eletto una classe politica che sia di maggioranza o opposizione poco conta, quel che conta è che loro sono preposti a questa attività. Non venitemi a dire che questo strumento, così usato, serva al popolo per aver peso sulle decisioni politiche…non è così! Purtroppo sta diventando uno strumento manipolato dalla classe dirigente per far valere i pesi politici sulle loro diatribe. Infatti non sono nuove le frasi alla vigilia dei refendum, tipo “domenica andate la mare” come a dire: qualcuno ha firmato per il refendum ma noi mettiamo tutto il nostro peso mediatico perché questo fallisca. La frase la coniò tanti anni fa Craxi, ma è stata reinterpretata più volte da altri capi governo, e con successo.

Altro marasma di questi giorni, e degli ultimi mesi, sono le continue scosse di terremoto avvertite nella zona centrale italiana. Per ultima la più forte ieri mattina, di alta magnitudo, che ha collezionato solo danni materiali, visto che i paesi già interessati e menomati dal terremoto dei mesi scorsi erano stati evacuati dalla loro terre di appartenenza: altrimenti sarebbe stata una strage colossale.

 Il terremoto penso sia la più grossa catastrofe che possa interessare l’individuo: nulla colpisce di più che trovarsi in un istante nudo e con tutti i tuoi sacrifici azzerati da uno scrollone della terra. Personalmente sono terrorizzato da questo evento e non scorderò mai gli occhi lucidi di un amico che mi raccontava il suo sconforto per il guaio subito. Non si stratta solo della perdita delle cose materiali che collezioniamo nella nostra vita, ma l’inadeguatezza che si scatena appena dopo nel cercare di capire cosa offrire ai nostri cari, che futuro indicare ai nostri figli, cosa fare per non impazzire di dolore per la perdite di persone a noi care.

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