(Domenica 11 MArzo 2012) Ieri a Cardiff si è consumata la penultima giornata del torneo 2012 delle 6 nazioni e la nostra nazionale faceva visita al blasonatissimo GALLES nel loro tempio: il Millennium Stadium. Le sorti dell’incontro le sapevamo e le sappiamo tuttora dandoci se possibile delle scusanti: il Galles è infatti proiettato al GrandeSlam che concluderebbe anche la vittoria del trofeo 2012. Questa è la cronaca, in campo i soliti 50-60 minuti da leoni interpretati da una squadra, l’italiana, che fa tutto bene quando non deve far giocare l’avversario, quando deve invece giocare la palla sono dolori, diventiamo lenti prevedibili, a volte goffi e dopo le ripetute fasi di gioco (a questi livelli se ne superano tranquillamente le 13 14) implodiamo in falli da minirugby, non tanto per mancanza di fondamentali ma sembra che non siamo abituati a quei livelli di gioco. Inutile domandarsi allora il perché delle franchigie, delle Accademie…non siamo preposti a farlo, ma si vede che qualche cosa di grosso non va proprio al di la dei tecnici conduttori. Ieri, infatti, si è vista la formazione in stile MALLETT tutta difesa e non gioco con qualche giocatore che in campo è un po’ spaesato per essendo un fior di professionista (nel senso dei quattrini percepiti). Il giorno prima, venerdì, la nazionale Under20 ha affrontato i pari età gallesi per lo stesso torneo in formato junior. I ragazzi devo dire che in un crescendo sono riusciti in un’impresa inaspettata perdendo solo nei minuti finali per una meta “d’intercetto” gallese. Sino a quel momento tutti credevamo nel colpaccio, con reparti muscolosi e velocissimi: sicuramente i ragazzi avranno un avvenire visto quello che stanno dimostrando in campo; altro elogio al tecnico, tale CRAIG GREEN, che sembra non guardare in faccia nessuno spedendo a casa nomi che negli anni sembravano inattaccabili, ma forse deve fare ancora qualche piccolo sforzo scrollandosi, almeno lui che ancora lo può fare, il peso delle Società influenti.

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