Questa è l'immagine dell'italianrugby di sabato sera: forte, di bell'aspetto ma con le ossa rotte, e non me ne voglia Castro. Si esce dall'esperienza Olimpico con un aria da day after, dove tutti si pensava di fare il colpaccio agli inglesi invece ci si lecca per l'ennesima volta le ferite salutando da lontano l'occasione mancata. Alla fine i discorsi sono sempre gli stessi recitati dalle stesse persone che come sempre hanno dato anima e corpo per fare una figura degna della cornice organizzata nell'Olimpico innevato. Altre persone, (che godono tra l'altro di un blasone donato da chi?) vivono intorno a questo clima facendo poco e quel poco molte volte lo fanno male: due nomi per tutti, McLean e Bortolami, osannati dalle cronache ma che in campo sono l'antitesi dei compagni. Il primo sembra avere timore all'impatto e gioca come neanche nel minirugby si gioca più, offrendosi all'impatto con l'avversario girato, il secondo è inutile ormai tenerlo in campo per qualche touche vinta, quando in situazioni calde "passa" palloni che sanno veramente di morte (così come indicava il mister GazzellA). Ora monsieur Brunel dovrà tirare fuori tutta le sue capacità di condottiero e decidere di fare finalmente a meno di questi personaggi che lui e noi purtroppo ci ritroviamo ormai in mezzo da molto tempo imposti da scelte federative largamente opinabili

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